Previsioni con il contagocce

Sembrerà impossibile, ma l’accuratezza con cui si può pensare di riuscire a simulare il comportamento del sistema pianeta, e quindi avere sia strumenti previsionali a breve termine climatico – tipicamente la scala stagionale – sia capacità di comprendere se e quanto il sistema sia sensibile alle variazioni della concentrazione di gas serra – quindi alle scale decadale e multidacadale – dipende dalla capacità di contare, letteralmente, le gocce che formano le nubi.

Ce lo spiegano in un articolo appena pubblicato su Reviews of Geophysics e ripreso da EOS, la rivista dell’AGU.

  • Remote Sensing of Droplet Number Concentration in Warm Clouds: A Review of the Current State of Knowledge and Perspectives
  • How Many Water Droplets Are in a Cloud?

Gli stratocumuli, le nubi con il maggior contenuto di acqua liquida perché sostanzialmente basse e sviluppate sul piano orizzontale, coprono costantemente circa un quinto della superficie terrestre. Nubi queste che, più delle altre, hanno la capacità di riflettere verso l’alto la radiazione solare, e quindi modulare la quantità di calore che raggiunge la superficie, viene assorbita e restituita sotto forma di radiazione ad onda lunga all’atmosfera. Il loro ruolo nella gestione del calore è quindi fondamentale.

Nel paper segnalato e nell’articolo che lo ha ripreso, è spiegato quale sia lo stato dell’arte della conoscenza nella misura del numero di gocce presenti nelle nubi, dell’interazione tra queste e gli aerosol, che ne costituiscono i semi, quali siano i limiti della misura attraverso le osservazioni satellitari e cosa sia necessario fare per accrescere questa capacità. Decisamente interessante.

PS: molti di voi non lo ricorderanno, ma se volete rinfrescarvi la memoria andate a leggere un post (e i relativi paper) con cui Roy Spencer qualche anno fa spiegava quanto sia importante il ruolo delle nubi nelle dinamiche del clima e quanto le variazioni di decimi di punti percentuali della copertura nuvolosa a scala globale siano sufficienti a spiegare le oscillazioni della temperatura delle ultime decadi con più accuratezza di quanto non si riesca a fare per la forzante antropica.

NB. l’immagine in testa al post viene dalla NASA.

Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

Fonte: Previsioni con il contagocce

Previsioni con il contagocce

Post navigation


Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close